mercoledì 16 aprile 2014

SPLENDIDO SPLENDENTE

Uscirà a breve un altro mio racconto, edito da Autodafé nell'ambito del progetto NARRATIVO PRESENTE. 
Il titolo del racconto selezionato, nato dal tema "Sincerità", proposto dalla casa editrice come argomento per il mese di Marzo 2014, è: 
SPLENDIDO SPLENDENTE.

Un sentito grazie a tutto lo staff di Autodafé!

Chi fosse interessato a conoscere il progetto, può cliccare qui


venerdì 4 aprile 2014

SCHERZI alla Vidoletti


al centro il regista Alessandro Damiani,
a sinistra Stefano Damiani, a destra Paolo Franchini

Questa mattina, 4 aprile 2014, alla secondaria Vidoletti di Varese, è arrivato il film "Scherzi" e ha conquistato ragazzi e docenti della scuola.
In verità, più che il film, è arrivata l'anima del film: il regista Alessandro Damiani, accompagnato dagli sceneggiatori Stefano Damiani e Paolo Franchini, e dai due giovani attori Alice e Samuele Della Valle.   
Il film uscirà nelle sale del MIV di Varese l'8 maggio.    
L'incontro tra i nostri ospiti e i ragazzi è stato molto avvincente. Il regista ha letteralmente conquistato gli alunni della scuola, con la sua verve, la professionalità e la sua simpatia.       
Particolarmente stimolante è stato inoltre poter incontrare i due giovanissimi attori, nei quali i ragazzi si sono potuti identificare, per vicinanza di età.  
Il regista Damiani ha parlato di come nasce un film (dalla sceneggiatura al montaggio, al doppiaggio, alle musiche e via discorrendo), ha svelato alcuni trucchi cinematografici e ha mostrato spezzoni del lungometraggio la cui durata è di 90 minuti.   
Una lezione sicuramente UNICA, ORIGINALE e COINVOLGENTE.

i due giovani attori Samuele ed Alice Della Valle


Un grazie sentitissimo ai nostri ospiti e, concedetemelo, un abbraccio ad Alessandro!

giovedì 3 aprile 2014

Vidoleggiamo 2014: la mia prima presenza come autrice

un momento della presentazione dell'attività di autrice agli alunni
Da responsabile del progetto ad autrice...

Tre momenti della presentazione della mia attività di scrittrice nella palestra della scuola.

Qui a sinistra mentre racconto ai ragazzi delle classi terze dell'istituto la mia esperienza di autrice.
durante la lettura del racconto Achsa

nell'immagine sopra, mentre leggo ai ragazzi il racconto Achsa, edito da Autodafé nell'ambito del progetto NARRATIVO PRESENTE
Francesca, alunna della Vidoletti, legge qualche pagina tratta da "I ricordi di Lalla"


E, dopo la presentazione del romanzo per ragazzi "I ricordi di Lalla", un'alunna della scuola legge ai compagni alcune pagine.

Un grazie sentito a tutti gli alunni per l'attenzione e la partecipazione.
Grazie anche ai colleghi che hanno assistito alla presentazione e al Dirigente Scolastico, Antonio Antonellis, che mi ha voluta tra gli autori del Vidoleggiamo di questo anno.

lunedì 24 marzo 2014

Concorso CARTOLINE DI NATALE, indetto da Meme Publishers

Avrei voluto linkare direttamente al sito di Meme, ma il link non funziona, così ho fatto copia incolla del messaggio.
Grazie a tutto lo staff, per avere scelto anche il mio racconto!
La gioia è ancora più grande, per il fatto di poterla condividere con altre due mie compagne di avventure letterarie: Rossana Girotto e Sabrina Minetti.

CARTOLINE DI NATALE - Fuori i vincitori!
Lo staff di meme ha selezionato i dieci racconti vincitori del concorso “Cartoline di Natale”.
Questi sono:

“Cartolina da Napoli” di Gaetano Vergara
“Neve sulle colline” di Ilaria Pozzi
“Un fottuto Natale” di Laura Veroni
“Nuove luci a kuala lampur” di Maria Amatulli
“Il natale è una candela” di Massimo Padua
“Il Natale di Rachele” di Rossana Girotto
“Fuori standard”, di Sabrina Minetti
“La luce oltre l’ombra” di Silvia Messa
“Vita chiusa” di Stefano Scrima
“Lettera di natale” di Valentina Paternoster
I dieci racconti selezionati saranno inseriti in una raccolta che sarà pubblicata il 15 Novembre 2014!

sabato 22 marzo 2014

Achsa: dalla fantasia alla realtà



Dall'incontro con la giornalista della "Prealpina" Ambretta Sampietro, è nata l'intervista che ha portato alla pubblicazione dell'articolo riguardante il mio racconto "Achsa", premiato come il migliore racconto del mese di Gennaio, nell'ambito del progetto NARRATIVO PRESENTE, edito da Autodafé. 

Per chi volesse saperne di più sul progetto, può cliccare sulla scritta sottostante:


Nella home di Autodafé, nella sezione "I racconti di Marzo", è possibile visionare, fino alla fine di questo mese, un altro mio racconto: COSI' AVEVA DETTO.

Ringrazio Ambretta Sampietro, per l'intervista e per l'articolo!




giovedì 6 marzo 2014

Omaggio a "La Chiesa"

L'omaggio dell'artista varesino Claudio Ferrara al mio racconto "La Chiesa", secondo classificato al concorso GialloStresa 2013 e vincitore del premio miglior scrittura femminile.

Grazie, Claudio!


mercoledì 5 marzo 2014

LA GRANDE BELLEZZA

LA GRANDE BELLEZZA
di Paolo Sorrentino

Tutti ne parlano...



Premio Oscar come miglior film straniero.     
Dopo averlo visto mi sono posta una domanda: dov'è la grande bellezza?

Premesso che non sono una critica cinematografica, esprimo solo quello che la visione mi ha suscitato.     
La prima cosa che potrei dire è depressione, la seconda non senso.     
Questo per quel che concerne i contenuti. Ho trovato, invece, molto belle le atmosfere, le musiche, quei cori iniziali, che ritornano di tanto in tanto, e che trasportano in una dimensione quasi spirituale, fanno pensare alla morte, al momento del trapasso, almeno di quello che io mi immagino essere il trapasso.
Sarà per quello che, all'inizio, il giapponese muore? Me lo chiedo ancora adesso. Solitamente in un film, così come accade esattamente in un libro o comunque in una storia, ogni azione/scena/evento ha un suo significato. Ho imparato, scrivendo, che non devono esserci fili sospesi, mai. Invece ne "La Grande Bellezza" ce n'è qualcuno. La morte del giapponese, all'inizio, è uno di quelli. E' comunque ben collocato, accanto all'immagine delle coriste e della solista, con quelle voci così incisive. Belle dunque le atmosfere, belle le luci, i chiaroscuri, le ombre, il buio dominante in molte scene.
Non amo particolarmente i film lenti. E questo è lento. Ma la sua lentezza porta volutamente (suppongo) a spostare l'attenzione sui dialoghi e sui monologhi. Mi è piaciuto molto il momento in cui l'attore protagonista, Toni Servillo, elenca la nullità della vita di una delle ospiti (che si autodefinisce una "donna con le palle") della terrazza romana, che esalta il proprio impegno civile (e non solo). La demolisce in poche parole, mettendola di fronte al suo fallimento. E lì ho pensato a tutte quelle persone che, per vivere, devono credere di avere fatto qualcosa di buono, di utile, se non per gli altri, almeno per se stesse. <<Sei una disperata come tutti noi>>, dice Servillo. E l'abbandono della discussione e della scena da parte di lei la dice lunga.    
La disperazione nella vana ricerca di un senso da dare alla propria esistenza, questo è il messaggio che ho colto del film, il fingere di essere qualcuno, di contare qualcosa, per dare un senso a se stessi. Inutile lotta, meglio la resa alla consapevolezza del non valore: questo è quello che il protagonista incarna, scrittore "fallito", ma soprattutto ESSERE UMANO FALLITO. Tutti i personaggi si affannano nella ricerca del divertimento, del piacere, dello straordinario, per provare emozioni che diano significato al proprio esistere, nell'assenza di valori. Tutto quello che è vita viene disprezzato o non riconosciuto. I personaggi sono negativi (il figlio della Villoresi, imprigionato in una sorta di delirio; la Ferilli, che non ha una direzione e che, malata, muore; il mago, che deve fare sparire la giraffa, mentre Servillo gli chiede di fare sparire anche lui, perché meglio sparire, non esistere, che esistere così; i nobili in prestito, che proclamano la loro rettitudine morale e intellettuale, ma poi si prestano a vestire i panni di altri, dietro lauto compenso; Verdone che abbandona, torna al paese, perché Roma, la grande  Roma, lo ha deluso, non gli ha dato nulla in trent'anni e oltre di vita vissuta là; la disillusione dei giovani e non solo, storditi dalla droga; l'annullamento di sé...).  
Due figure si distaccano da tutto il resto: l'attrice anticonformista, che si spacca la testa contro il muro, e la bambina, che deve dipingere per dare lustro e soldi alla famiglia e non può vivere la sua dimensione (vorrebbe giocare, fare quello che fanno i bambini "normali"). Sono entrambe disperate, congelate in un ruolo che non le rappresenta davvero ed entrambe crollano, l'attrice durante l'intervista, la bambina dietro le pressioni dei genitori. Tutti gli altri, assurdi spettatori delle loro esibizioni. Solo la Ferilli mostra un briciolo di umanità, di empatia e dice a Servillo, suo accompagnatore alla festa in cui la bambina pittrice si esibisce come un fenomeno da baraccone: <<Ma hai visto? La bambina piangeva!>>. Lo fa lei, forse perché consapevole della vita, visto che la sua sta volgendo al termine.        
Belle alcune immagini, belli gli interni, le statue, le ville, i giardini, la Roma notturna, il Colosseo in sottofondo. La grande bellezza è però solo nell'arte, non negli uomini. Roma è la grande bellezza che gli uomini non sanno vivere e bruciano così la propria esistenza, nel non senso e nella distruzione di se stessi.
Film dissacratore di valori anche religiosi (la suora dal guru della chirurgia estetica, la suora e il prete al ristorante, il prete a cena che sfodera le sue ricette, ignorato dai commensali, la suora santa che sputa sentenze di banali verità come fossero verità assolute e mai dette), incarna un che di felliniana reminiscenza.      
Ma la domanda resta: dov'è la grande bellezza?